Con fuori un cielo nero.L'attesa diluita nel tempo.
tavoli pieni tavoli sparecchiati.
L'acqua si ingrossa.L'acqua s'alza.
Non è Trieste sulle rive.
I piedi a mollo.I fili d'erba a solleticarli.
L'acqua che non da segno di cessare.
si! tra un po' qualche minuto, ma ora le ore sembrano interminabile.
Il motore pare accendersi; Le spazzole dei tergicristallo muoversi; Le luci abbaglianti anabbaglianti agire ad intermittenza.
Eppure non è distante lo spazio tra di noi e le auto.
Fulmini e lampi. Tuoni. la tempesta illumina il cielo a giorno
L'acqua inizia a non far sorridere più.
Non si pensa alla resa dei bicchieri. Si corre più che si può
fino alle auto. Un giro di chiave sul quadro del cruscotto.
Le scarpe bagnate per la corsa sono inzuppate.
Fango, pozzanghere, file di auto che oltre a noi si allontanano
Una lieve liberazione
gioca coi nostri volti sbiancati ora che il pericolo pare passato.
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