del vuoto d'una stanza
lo sguardo attonito
fisso a osservare
del volo di una mosca,
che cerco di allontanare
o al peggio di uccidere.
Non ha timore.
mi sfida.
Torna tante volte e a pizzicarmi
e a burlarsi di me
camminandomi sopra tutta spavalda.
e
come uno spettatore che ha pagato il biglietto d'entrata non ho alcuna intenzione di muovere un dito.
poi le scale a un tiro di schioppo
ma sono come lampado.
paiono stringere di catene chi mi immobilizza
le caviglie,
la stanchezza!
e mi accorgo che non è lei il problema per cui
non riesco a dormire.
pare non curarsene
più di tanto
e mi guarda con l'aria di disturbo
sonnecchiando acquattato sul sofà.
Vah, meglio così che la lascio vivere!
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