se ne stava un usignolo a gorgheggiare
ciò che era armonico da quel che non lo era.
lo strombazzare delle auto, i rombi dei motori.
il tepore della luce col fruscio dei rami; il tatto alla sensibilità,
la voce dei sentimenti ai battiti del cuore.
ed il maestro lo avevo proprio lì davanti a me!
di Francesco Currò
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